giovedì 4 ottobre 2018

Ci sono i muscoli, poi le giunture.
Poi la speranza, e il combattere e
quell'orrendo senso di
posto sbagliato, momento inopportuno.
E poi ci sei tu, che non conosco, e
mi spaventi.
Mi spaventa il tuo non scorrere, mi spaventa il tuo cambiare idea, e
mi spaventa il tuo volermi diversa.
Quando diventi mostro.
Quando non conosci il limite.
Quando dimentichi, con crudeltà,
il mio valore.
Il tempo ti lascia spettro, invecchiato
nel tuo pensarti degno
della mia attenzione.
Errore.





martedì 18 settembre 2018

C'era una triste volta un troppo poetico 
che morì di troppo amore 
perché troppo bello.

E tutti morimmo così
sconvolti immobili,
la bocca socchiusa dallo sconcerto,
perfette statuine dipinte nell'attimo
in cui ci avete rubato la poesia: il nostro
più prezioso, fidato, giocattolo.

martedì 17 luglio 2018

Estate.
Nel nulla di un mese appiccicoso,
nessuna speranza: impossibile capire.
Ho conosciuto un pirata, bugiardo e
affascinante, dagli occhi grandi.
Mi ha raccontato storie di paura
e poi è scappato, nel buio di una notte
tra palazzi antichi e giardini.
Il pirata mi ha portato un regalo:
la motivazione.
Un regalo bellissimo, che ha sconfitto qualche ora di insonnia lottando duramente,  e che mi ha risvegliata adatta
a un difficile comporre.
Un regalo bellissimo, già.
Ma allo stesso tempo mi ha rubato
qualcosa, e non so cosa.
Non so dare un nome a una sensazione
così triste, di questo eterno
frammentarsi, di questi strappi
predati, di questo continuo ambire
a parti di me, il mio poetico il mio teatrale le mie parole, sentirsi solo così,
sempre più vuota.
Fa troppo caldo per cercare ragioni
a comportamenti che di umano
non hanno nulla.
Un sogno bellissimo come conforto.



domenica 17 giugno 2018

Vorrei essere realistica.
O minimale.
Due parole che si addicono solo
a quello che ormai sembra assomigliare
a una divisa.

Non ti ho lasciato perché ho smesso
di amarti.
Ti ho lasciato perché sei stato sedotto da una domenica pomeriggio.
Non ti ho nemmeno dato un pugno sai
pioveva e nevicava troppo.



lunedì 4 giugno 2018

Troppo poetico
Troppo difficile
Troppo artistico
Troppo triste e
Troppo

alta.

mercoledì 2 maggio 2018

I tuoi consigli erano proprio adatti
ma temo di aver esagerato nell'estremo
opposto, al solito.
Mai una corretta misura.

Non dormo la notte,
e nella luce ciondolo, spettro, senza più abituarmi a questo giorno, io
che il buio lo temo come quell'attimo prima di coricarmi nella coperta, attimo in cui non esiste più nulla perché tutto è finito,
è  ora di dormire.
Dormire, già.
Non resta altro.
La speranza di sognare, e anche questo
non accade.
Litigi corse fughe attacchi sangue:
un mondo surreale che mi deteriora.

La deriva.
Le belle speranze perdute, cadute forse
dal piccolo cestino di pagine e pagine,

Non mi capirai, temo.
Parte di me si è consumata nello spreco,

terribile mondo che non restituisce magia.

domenica 15 aprile 2018

A me piacciono, le storie sbiadite.
Sono custodi di sfumature, di
qualcosa che si è allontanato, perso,
rimasto nel passato.
Surreale un po', d'accordo.
Probabilmente al limite
di qualsiasi comprensione, certo.
Ma il mio colore è l'ombra.
E non vorrei fosse diverso.
Quel poetico suona sempre come
la mia preferita melodia, e anche

Fantasmi, sì, bello.
Così facile, alla fine, capirmi.
Grazie.
Era tutto così giusto
che non ho avuto nessun rimprovero e
sarebbe bello, fosse sempre così.
Vorrei provare a spiegarti che
se ne venissi a capo, se decidessi per caso
o per forza, di colorare la scena, temo
sparirebbe ed è qui, nel tormento
di non consentire pace, che ritorna,
nella dissolvenza si muove molto cauta e
solo in questa sua traccia, vive.
Vedi, non è che manca di intensità, solo
le piace nascondersi, a volte.