Teschio ferma la moto in Centrale, mi fa scendere, si toglie il casco, un ciao svogliato. Me ne vado: lo conosco, lo so. Ma a metà piazza lo sento che grida il mio nome, abbreviato come solo lui fa. Mi volto, lo vedo che sventola una bustina, ride, la faccia felice, quel maledetto sorriso.
-Mi era caduta la medicina!
Ed eccolo tornato, improvviso.
Ridiamo insieme lontani, le persone passano intorno a noi, è mattina, e primavera.